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Sinistri marittimi e oil spill PDF Stampa

Secondo una definizione del GESAMP, organismo consultivo delle Nazioni Unite sugli aspetti scientifici della protezione dell'ambiente marino, l'inquinamento marino è la:

"introduzione diretta o indiretta da parte umana, di sostanze o energia nell'ambiente marino...che provochi effetti delelteri quali danno alle risorse viventi, rischio per la salute umana, ostacolo alle attività marittime compresa la pesca, deterioramento della qualità dell'acqua marina e riduzione delle attrattive"

Petrolio (fonte:http://it.wikipedia.org)

Le categorie di inquinanti connesse con il traffico marittimo sono principalmente gli idrocarburi e i prodotti chimici. L'allegato I della Convenzione MARPOL 73/78 definisce con il termine IDROCARBURI il petrolio in tutte le sue forme, in particolare il petrolio greggio, l'olio combustibile, le morchie, i residui e i prodotti raffinati (diversi dai prodotti petrolchimici che sono soggetti alle disposizioni dell'Allegato II della MARPOL 73/78); per MISCELA DI IDROCARBURI si definisce ogni miscela contenente idrocarburi. La contaminazione da idrocarburi connessa con la navigazione marittima può avere origine:

Operativa: causata dall'esercio della navigazione (lavaggio cisterne, scarico acque di zavorra e di sentina)

Accidentale: causata da incidenti come collisioni, incagliamenti, incendi, esplosioni e naufragi.

CENNI SUL TRAFFICO MARITTIMO LUNGO LE BOCCHE DI BONIFACIO

Le Bocche di Bonifacio sono costantemente soggette al rischio di inquinamento da idrocarburi per il notevole traffico marittimo che vi si svolge; transitano navi da carico rinfuse liquide, sia quelle che trasportano merci pericolose ed inquinanti (come petroliere, chimichiere e gasiere) sia quelle che trasportano merci liquide non infiammabili.

Transitano anche navi da carico per rinfuse solide, come navi cargo generiche, portacontainer, navi frigorifere, navi portagranaglie; transitano anche navi Ro/Ro, Ro/Pax (navi traghetto), navi da crociera, navi da lavoro come rimorchiatori, posacavi, navi da ricerca, draghe e anche MY Charter.

Dall'elaborazione dei dati VTS-Bonifacio Traffic relativi al periodo 2000-2009 risulta che le Bocche di Bonifacio sono state attraversate in media da 3.500 unità navali all'anno.

Transito di una nave portacontainer lungo lo Stretto delle Bocche di Bonifacio. Foto: Marcello Andelmi.

Nave Ro/Pax durante il transito lungo lo Stretto delle Bocche di Bonifacio. Foto:Barbara Sorgente.

 

Il traffico marittimo ha implicazioni negative per l'ambiente marino e costiero, sia per eventi accidentali che possono provocare la fuoriuscita parziale o totale del carico delle navi che trasportano idrocarburi o semplicemente per versamenti dalle cisterne del carburante, evento che può vedere coinvolta qualsiasi tipo di nave e sia per versamenti dovuti alle operazioni di routine che spesso molte navi illegalmente esercitano, da cui derivano sistematici inquinamenti (lavaggio cisterne, scarico acque di zavorra, ecc...).

 

Foto: Petroliera Habei Spirit, Corea 2007.

Fonte: http://3.bp.blogspot.com

 

Nave che scarica acque sporche.

 

Le macchie di idrocarburi che spesso si rinvengono alla deriva sulla superificie marina e la presenza di pallottole di catrame lungo la costa sono chiare evidenze di scarichi illegali di acque sporche di navi in transito lungo le Bocche di Bonifacio. Il 27 agosto 2008 nel tratto di mare tra La Maddalena (P.ta Marginetto) e le isole di Spargi e Budelli è stata individuata una macchia oleosa di circa 500 m di lunghezza e 20 di larghezza, composta in gran parte da iridescenza ed emulsione acqua/olio con una striscia centrale di olio denso lungo circa 50 m e largo 5.

Alcune piccole chiazze si sono spiaggiate e sono state rimosse mediante materiali assorbenti e skimmer mediante il quale sono state raccolta 35 litri di sostanza e, nelle zone maggiormente colpite come quella dello "Strongolato" a nord dell'isola di La Maddalena si è reso necessario asportare manualmente il sedimento intriso con l'inquinante. Nello stesso giorno è stato segnalato un altro evento verso la zona di Punta Falcone-La Marmorata (Santa Teresa di Gallura) a circa 100-150 m dalla costa, ma il giorno dopo non vi era più traccia dell'inquinamento poichè sospinto al largo e probabilmente disperso durante la notte.

Probabilmente i due eventi sono riconducibili alla stessa fonte.

 

Le informazioni dei sinistri marittimi avvenuti nell'area delle Bocche di Bonifacio sono state reperite dai registri dei sinistri marittimi della Capitaneria di Porto-Guardia Costiera di la Maddalena e dalla banca dati del Cedre. I sinistri sono stati individuati su mappe tematiche (mediante i loro toponimi) utilizzando google earth come base cartografica referenziata e, per rendere più agevole la loro individuazione, l'area delle Bocche di Bonifacio è stata suddivisa in tre aree principali:
Area 1. Bonifacio (Corsica meridionale)
Area 2: Arcipelago di La Maddalena
Area 3: Santa Teresa di Gallura




Area Corsica meridionale

Legenda simboli: rosso:incaglio, giallo: urto
In ordine cronologico:
1972: la nave cisterna SAIJA, battente bandiera finlandese, per cause non molto chiare si è incagliata nelle secche dell'isola di Cavallo (LAT 41°21'44.92"N, 9°14'5.13"E) con il suo carico di oltre 15.000 tonnellate di gasolio, riportando seri danni e determinando la fuoriuscita dalle falle di circa 2.000-3.000 tonnellate di carico trasportato che formarono delle macchie alla deriva verso di Budelli, Razzoli e Santa Maria (isole dell'Arcipelago di La Maddalena). Non hanno provocato inquinamento costiero poiché sospinte al largo dal vento di Scirocco e disperse naturalmente.
1974: la nave da carico MARIA COSTANZA, battente bandiera italiana, di 700 tonnellate di stazza lorda, trasportava 740 tonnellate di zinco da Sete (Francia) a Crotone; a causa del forte vento di maestrale, mare forza 8-9 e alla navigazione effettuata troppo a ridosso della costa corsa, ha urtato gli scogli del Perduto (costa sud-orientale della Corsica LAT 41°22'6.79"N, LONG 9°18'21.89"E) riportando due falle e conseguente imbarco di acqua. Nel tempo trascorso tra il lancio dell'S.O.S. e l'arrivo dei soccorsi, la nave ha percorso circa 25 miglia marine alla deriva, fino a quando è stata individuata e soccorsa quasi semisommersa a circa 15 miglia nautiche ad ovest di Capo Testa (Santa Teresa di Gallura).

1996: la nave da carico FENES, battente bandiera panamense, si è incagliata sulla secca di Lavezzi (Corsica meridionale LAT 41°20'0.93"N, LONG 9°15'11.87"E ) e dalle falle createsi sono fuoriuscite 2.500 tonnellate di grano (il carico totale era di 2.650 tonnellate), provocando un serio danno ecologico.

2004: il traghetto ICHNUSA, battente bandiera italiana, con rotta Santa Teresa di Gallura-Bonifacio e vicerversa, si è incagliato al piede della falesia del porto di Bonifacio (LAT 41°23'11.23"N, LONG 9° 8'49.13"E) dal quale è riuscito successivamente a disincagliarsi grazie all'alta marea, senza riportare nessun danno strutturale.

Fénès (fonte: http://www.cedre.fr) Ichnusa (fonte: http://www.navimania.net)


I sinistri avvenuti in quest'area sono avvenuti pricipalmente a carico di navi ed imbarcazioni che, per errori di navigazione e avarie ai sistemi di propulsione, si sono incagliate o hanno urtato delle secche principalmente nelle zone delle tre isole Budelli, Razzoli e Santa Maria, la secca di Punta Galera, (LAT 41°14'55.02"N, LONG 9°27'43.95"E ), la zona dell'isola delle Bisce ( LAT 41° 9'50.69"N, LONG 9°31'24.84"E) e Punta Rossa (LAT 41°10'3.22"N, LONG 9°28'10.52"E) area considerata molto pericolosa per la navigazione per l'esistenza di secche e bassi fondali.

Altre aree a rischio di incidenti sono i porti di Palau (LAT 41°10'52.38"N, LONG 9°23'14.53"E) e La Maddalena (LAT 41°12'47.52"N, LONG 9°24'32.28"E) interessati da numerosi attracchi giornalieri dei traghetti e l'area Isola delle Bisce-Punta Rossa per l'esistenza di bassi fondali.

 

Area isole di Budelli-Razzoli-Santa Maria

Legenda simboli: rosso:incaglio, bianco: sinistro evitato

In ordine cronologico:

1994: la nave traghetto MONTESTELLO, battente bandiera francese, di oltre 4.800 tonnellate di stazza lorda, lunga 126 metri, partita da Marsiglia e diretta a Portovecchio, in prossimità delle Bocche di Bonifacio è uscita fuori rotta di almeno 3 miglia nautiche a causa di un'avaria al radar; a causa del forte vento di Maestrale con punte di raffiche fino a 130 Km/h e mare in burrasca, è andata alla deriva incagliandosi sugli scogli dell'isola dei Barrettini, davanti alla secca di Corcelli ( LAT 41°16'46.43"N, LONG 9°24'7.72"E). L'impatto ha determinato l'apertura di alcune falle lungo lo scafo e la fuoriuscita di 20 delle 180 tonnellate di carburante di bordo.
L'oil spill è stato contenuto dai mezzi messi a disposizione dal Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare e le operazioni si sono svolte sotto il cooordinamento della Capitaneria di Porto-Guardia Costiera di La Maddalena. Questo sinistro marittimo è stato adoperato come scenario di inquinamento nelle simulazioni numeriche effettuate.

MT Montestello e Supply Vessel "Acqua Chiara": Foto: CP-Guardia Costiera La Maddalena.

Falla da cui è fuoriuscito parte del carburante della nave. Foto: CP-Guardia Costiera La Maddalena.

 

2008: il MY MATUSHCA ha rischiato di affondare nel pressi del Porto della Madonna (LAT 41°17'14.96"N, LONG 9°21'49.20"E) poichè in seguito ad un incaglio su una secca ha sdradicato l'asse dell'elica aprendo una falla.

2009: il MY AFINA PALLADA, battente bandiera inglese, per un errore di rotta si è incagliato sugli scogli dell'isola Piana (LAT 41°18'43.79"N, LONG 9°22'27.57"E). Questo sinistro marittimo è stato adoperato come scenario di inquinamento nelle simulazioni numeriche effettuate.


2010: la nave cargo RHODANUS, battente bandiera olandese, di 2.056 T.S.L. con 2.600 tonnellate di grano a bordo, stava per schiantarsi sugli scogli dell'isola di Razzoli (LAT 41°18'2.20"N; LONG 9°20'2.77"E) poichè uscita fuori rotta.

 

Nave cargo RHODANUS. Foto: http://www.vesseltracker.com

L'incidente è stato sventato mediante l'allarme lanciato dal centro VTS di Guardiavecchia poichè seguiva il tragitto della nave mediante il sistema AIS (Automatic Identification System). Sono ancora in corso le indagini per l'accertamento delle responsabilità.

 

Area Punta Galera (Caprera settentrionale)

Legenda simboli: rosso:incaglio, giallo: urto

 

1982: il MY NICOLE, battente bandiera tedesca, di quasi 200 tonnellate di stazza lorda, in seguito ad un incaglio su una secca al largo di Punta Galera è affondata e ad oggi il suo relitto giace, suddiviso in alcuni tronconi, a profondità variabile tra i 7-25 m.

2009: il MY C'EST LA VIE, battente bandiera francese, per cause non ancora chiare, si è incagliata sulla secca di Punta Galera , è stato successivamente rimorchiato e trasferito a Porto Cervo.

2009: Motoscafo evita secca di Punta Galera

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Area Porto di La Maddalena-Porto di Palau

 

Legenda simboli: rosso:incaglio, giallo: urto, verde: collisione

 

1985: il traghetto LIMBARA, di 492 tonnellate di stazza lorda, con rotta giornaliera La Maddalena-Palau e viceversa, a causa di un incendio nei locali sottoponte ha urtato la banchina del porto di La Maddalena.

1985: il traghetto LA MADDALENA, di 494 tonnellate di stazza lorda, con rotta giornaliera La Maddalena-Palau e viceversa, a causa di un forte calo di visibilità dovuta ad una fitta nebbia, ha urtato contro una secca nei pressi del porto di Palau.

2000: il traghetto ADMIRAL, con rotta Genova-Palau, a causa del forte vento di maestrale, mare forza 6 con tendenza a burrasca si è incagliata su una secca a circa 100 m dal porto di Palau. Si è reso necessario allibare 50 tonnellate di carburante del traghetto (gasolio) per rischio inquinamento da una piccola falla.

2003: il traghetto GIGLIO ESPRESS II ha urtato contro la banchina commerciale "Poste" di La Maddalena.

2004: il traghetto GIGLIO ESPRESS II per cause non molto chiare si è urtato con il MY "Tacanuya", riportando alcuni danni strutturali, nei pressi del porto di Palau . Questo sinistro marittimo è stato adoperato come scenario di inquinamento nelle simulazioni numeriche effettuate.

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Area Isola delle Bisce-Punta Galera

Legenda simboli: rosso:incaglio, giallo: urto, verde: collisione, viola: causa sconosciuta

Interno nero: destino finale affondamento

 

1972: la nave cisterna MAGDALA, battente bandiera italiana con a bordo 2.000 tonnellate di benzina, si è incagliata sugli scogli dell'isola delle Bisce (sud dell'isola di Caprera, LAT 41° 9'50.69"N, LONG 9°31'24.84"E ); dalla falla che si è creta in seguito all'urto è fuoriuscita una notevole quantità del carico che trasportava che ha formato una macchia che successivamente è stata intercettata al largo.

1997: la Motonave RIVIERA DI GALLURA, di 25 tonnellate di stazza lorda, a causa di un calo di visibilità dovuto alla forte foschia, ha urtato la secca di Punta Rossa e successivamente è affondata.

2004: Il Motoveliero TORRENTE MARIO per cause non definite, ha imbarcato acqua nella sala macchine ed è affondato nei pressi dell'isola delle Bisce.

2005: Il Motopeschereccio MEDUSA, a causa di una collisione con una barca a vela di 14 metri, è affondato al largo di Cannigione (LAT 41° 8'48.66"N, LONG 9°28'0.34"E) dopo essere stato colpito sotto la linea di galleggiamento di poppa. Questo sinistro marittimo è stato adoperato come scenario di inquinamento nelle simulazioni numeriche effettuate.

2007: il traghetto ARBATAX, partito da Portovesme e diretto a La Maddalena, in seguito ad una navigazione eseguita sotto costa per potersi riparare dal forte di maestrale, ha urtato il basso fondale all'altezza dell'isola delle Bisce, con la conseguente formazione di una falla sotto la linea di galleggiamento e l'allagamento della stiva. Questo sinistro marittimo è stato adoperato come scenario di inquinamento nelle simulazioni numeriche effettuate.

 

Area Santa Teresa di Gallura
Anche in questa zona i sinistri marittimi avvenuti sono da ricondurre ad errori umani e si sono verificati sopratutto su un gruppo di secche nella zona di La Marmorata (LAT 41°15'21.50"N; LONG 9°14'20.88"E) e al porto di Santa Teresa di Gallura (LAT 41°14'34.16"N; LONG 9°11'45.34"E).
Legenda simboli: rosso:incaglio, giallo: urto, verde: collisione, blu: avaria e scarroccio

Interno nero: destino finale affondamento


1972: la nave cisterna ANGELES C., in rotta da Bari a Marsiglia, con a bordo 500 tonnellate di vino, a causa dell'avaria ai motori e il blocco del timone ha scarrocciato parecchie miglia mentre attraversava le Bocche di Bonifacio fino ad arrivare al largo di Capo Testa (Isola Rossa)
1981: la MN ONDA ha urtato una secca a La Marmorata ed è affondata.
1981: la nave cisterna ADELCONCITA, di 422 tonnelate di stazza lorda si è incagliata nelle secche di La Marmorata.2009: la MB BANDOS è andata alla deriva per un guasto al timone.
1982: la nave cargo ANGELIKA, battente bandiera greca, di 4.107 tonnellate di stalla lorda lunga circa 100 m, ha urtato le secche di La Marmorata ed è affondata a circa 20 m di profondità.
1984: la MB ARTIGLIO III ha urtato contro la secca della Marmorata ed è affondata
  • 2008: il MT BASTIA ha urtato la banchina del porto di Santa Teresa di Gallura durante l'attracco.
  • 2008: la MB TROMBETTA ha urtato le secche della Marmorata ed è affondata.

    2009: il MT BASTIA ha urtato la banchina del porto di Santa Teresa di Gallura durante l'attracco.

     

  •  

    Secondo l'ITOPF (The International Tanker Owners Pollution Federation Ltd) molti inquinamenti sono dovuti a una combinazione di fattori che conducono ad arenamenti, collisioni, cedimenti strutturali, incendi ed esplosioni. Segue un elenco dei maggiori incidenti che hanno coinvolte petroliere, ordinate in ordine crescente in base alla quantità di petrolio versato.

  • Georeferenziazione su google earth: http://earth.tryse.net/oilspill.html

    Nome nave: ATLANTIC EMPRESS

    Bandiera: Grecia
    Data: 19 luglio 1979
    Luogo: Tobago, Caraibi
    Causa: collisione con la superpetroliera AEGEAN CAPTAIN
    Oil spill: 276.000 tonnellate di crude oil

    Atlantic Empress (fonte: http://www.cedre.fr)

    Nome nave: AMOCO CADIZ

    Bandiera: Liberia
    Data: 16 marzo 1978
    Luogo: Francia
    Causa: avaria
    Oil spill: 223.000 tonnellate di crude oil

    Amoco Cadiz (fonte: http://www.cedre.fr)

     

    Nome nave: CASTILLO DE BELLVER

    Bandiera: Spagna
    Data: 5 agosto 1983
    Luogo: Città del Capo
    Causa: esplosione
    Oil spill: 160.000 tonnellate di light crude oil

    Castillo de Bellver (fonte: http://www.atlatech.co.za

     

    Nome nave: HAVEN

    (gemella della AMOCO CADIZ)

    Bandiera: Cipro
    Data: 11 aprile 1991
    Luogo: Italia, Genova
    Causa: incendio a bordo
    Oil spill: 144.000 tonnellate di greggio iraniano

    Haven (Fonte: http://www.comune.arenzano.ge.it)

     

    Nome nave: TORREY CANYON
    Bandiera: Liberia
    Data: 18 marzo 1997
    Luogo: Isole Scilly, Gran Bretagna
    Causa: cedimento strutturale
    Oil spill: 119.000 tonnellate

    Torrey Canyon (fonte: http://www.cedre.fr)

     

    Nome nave: BRAER
    Bandiera: Liberia
    Data: 5 gennaio 2003
    Luogo: Isole Shetland, UK
    Causa: incaglio
    Oil spill: 85.000 tonnellate

    Braer (Fonte:http://www.chemgapedie)

     

    Nome nave: SEA EMPRESS
    Bandiera: Liberia
    Data: 15 febbraio 1996
    Luogo: Milford Haven, UK
    Causa: incaglio
    Oil spill: 72.000 tonnellate

    Sea Empress (fonte: http://www.maritime-connector.com)

     

    Nome nave: AEGEAN SEA
    Bandiera: Grecia
    Data: 3 dicembre 1992
    Luogo: Spagna, La Coruna- Galicia
    Causa:
    Oil spill: 67.000 tonnellate di light crude oil

    Aegean Sea (fonte: http://www.cedre.fr)

     

    Nome nave: PRESTIGE
    Bandiera: Bahamas
    Data: 18 novembre 2002
    Luogo: Spagna, Galizia
    Causa: cedimento strutturale
    Oil spill: 64.000 tonnellate

    Prestige (fonte: http://www.maritime-connector.com)

     


    Nome nave: METULA
    Bandiera: Antille Olandesi
    Data: 9 agosto 1974
    Luogo: Stretto di Magellano, Cile
    Causa:
    Oil spill:50.000 tonnellate


    Metula (fonte: http://www.maritime-connector.com)

     

    Nome nave: WAFRA
    Bandiera:
    Data: 27 febbraio 1971
    Luogo: Al largo di Capo Agulhas, Sud Africa
    Causa: esplosione
    Oil spill: 40.000 tonnellate

    Wafra (fonte: http://www.flickr.com)

     

    Nome nave: EXXON VALDEZ
    Bandiera: U.S.A.
    Data: 24 marzo 1989
    Luogo: Alaska
    Causa: incaglio
    Oil spill: 37.000 tonnellate
    Curiosità: la nave compare nel film Waterworld.

    Exxon Valdez (fonte: http://www.maritime-connector.com)

     

    Nome nave: ERIKA
    Bandiera: Malta
    Data: 12 dicembre 1999
    Luogo: Bretagna (Bay of Biscay)
    Causa: cedimento strutturale
    Oil spill: 20.000 tonnellate

    Erika (fonte: http://www.maritime-connector.com)

     

    Nome nave: HEBEI SPIRIT
    Bandiera: Cina
    Data: 7 dicembre 2007
    Luogo: Corea del Sud
    Causa: collisione
    Oil spill: 10.000 tonnellate di crude oil

    Hebei Spirit (Fonte:http://blog-imgs-27-origin.fc2.com)

     

    Nome nave: JESSICA
    Bandiera: Ecuador
    Data: 16 gennaio 2001
    Luogo: Isole Galapagos
    Causa: incaglio
    Oil spill: 6.000 tonnellate di fuel oil

    Jessica (fonte: http://www.repubblica.it)

     

    Nome nave: BUNGA KELANA 3
    Bandiera: Malesia
    Data: 25 maggio 2010
    Luogo: Singapore
    Causa: collisione con MT WAILY
    Oil spill: 2.000 tonnellate di crude oil

    Bunga Kelana (fonte:www.infolizer.com)



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